

81. I crimini di Stalin.

Da: N. S. Kruscev, Rapporto al ventesimo congresso del PCUS,
Editrice Nuova Civitas, Roma, 1959.

Poco dopo la morte di Stalin, avvenuta nel 1953, inizi la
cosiddetta destalinizzazione, ossia un processo di rinnovamento
e di liberalizzazione del sistema politico sovietico. Essa ebbe il
suo momento culminante nel febbraio del 1956, quando il segretario
del PCUS, Nikita Sergeevic Kruscev, denunci i crimini commessi
dal defunto dittatore in un rapporto presentato al ventesimo
congresso del partito. La denuncia di Kruscev, che, come risulta
anche dai passi qui riprodotti, tendeva a presentare Stalin come
responsabile dell'allontanamento dai principi leninisti e della
degenerazione del sistema socialista, parlava espressamente di
repressione di massa, di false accuse e di confessioni estorte
con la tortura.


I sacrosanti principi leninisti del nostro partito furono
rispettati dopo la morte di Vladimir Il'ic? Mentre nei primi anni
dopo la morte di Lenin, i congressi di partito e i plenum del
comitato centrale furono tenuti pi o meno regolarmente,
successivamente, quando Stalin cominci ad abusare sempre pi del
potere tali principi furono brutalmente violati. Ci divenne
soprattutto evidente durante gli ultimi quindici anni della sua
vita. Rappresenta forse una situazione normale che siano trascorsi
tra il diciottesimo e il diciannovesimo congresso di partito ben
13 anni, in cui il partito e il paese parteciparono a cos
importanti avvenimenti? Tali avvenimenti richiedevano
categoricamente che il partito esaminasse ed approvasse le
risoluzioni relative alla difesa del paese durante la guerra
patriottica e la ricostruzione pacifica dopo la guerra. Anche dopo
la fine della guerra trascorsero sette anni prima che fosse
convocato un congresso.
I plenum del comitato centrale erano anch'essi raramente indetti.
Baster ricordare che durante tutti gli anni della guerra
patriottica non fu tenuto neppure un plenum del comitato centrale.
Il comitato centrale ha istituito una commissione di partito sotto
il controllo del presidium del comitato centrale; tale commissione
 stata incaricata di investigare le cause che permisero la
repressione di massa contro la maggioranza dei membri del comitato
centrale ed i candidati eletti durante il diciassettesimo
congresso del partito comunista dell'Unione Sovietica.
La commissione ha potuto esaminare una grande quantit di
materiale negli archivi della NKVD [Narodnyi Komissariat
Vnutrennich Del, commissariato del popolo per gli affari interni,
ministero con funzioni di polizia politica] ed altri documenti ed
ha accertato molti fatti relativi alla manipolazione di casi
contro comunisti, di false accuse e di sfacciati abusi nei
confronti della legalit socialista, il che provoc la morte di
persone innocenti. E' divenuto evidente che molti attivisti del
partito, del governo e degli organi economici i quali nel 1937-38
furono bollati come nemici non furono mai in realt dei nemici,
delle spie o dei sabotatori eccetera, ma semplicemente degli
onesti comunisti; bollati con queste accuse, spesso non essendo
pi in grado di sopportare barbare torture, si autoaccusavano (per
ordine dei giudici istruttori-falsificatori) di ogni genere di
gravi e assurdi delitti. La commissione ha presentato al presidium
del comitato centrale esaurienti e documentati materiali di prova
relativi alle repressioni di massa contro i delegati al
diciassettesimo congresso del partito e contro i membri del
comitato centrale eletti durante tale congresso. Tale materiale 
stato studiato dal presidium del comitato centrale.
E' stato accertato che sui 139 membri e candidati del comitato
centrale del partito, eletti durante il diciottesimo congresso,
98, e cio il 70%, furono arrestati e fucilati (per la maggior
parte nel 1937 e 1938). (Grida di indignazione nella sala).
Come era composta la massa dei delegati al diciassettesimo
congresso? E' noto che l'80% dei votanti che partecipavano al
diciassettesimo congresso era entrato nel partito durante gli anni
della cospirazione, prima della rivoluzione e durante la guerra
civile, e cio prima del 1921. Per origine sociale, la massa dei
delegati al congresso era composta da lavoratori (60% dei membri
votanti).
Per tale ragione,  inconcepibile che un congresso cos composto
potesse eleggere un comitato centrale la cui maggioranza
risultasse formata da nemici del partito. La unica ragione per cui
il 70% dei membri e dei candidati del comitato centrale eletti
durante il congresso furono bollati come nemici del partito e del
popolo  rappresentata dal fatto che i comunisti onesti furono
calunniati, false accuse vennero fabbricate contro di loro e la
legalit rivoluzionaria ne risult quindi gravemente minata.
Allo stesso destino andarono incontro non soltanto i membri del
comitato centrale, ma anche la maggioranza dei delegati al
diciassettesimo congresso del partito. Dei 1966 delegati con
diritto di voto o di consulenza, 1108, e cio assai pi della
maggioranza, furono arrestati su accusa di delitti
antirivoluzionari.
Questo fatto dimostra quanto assurde, spietate e contrarie al buon
senso furono le accuse di delitti antirivoluzionari formulate,
come oggi constatiamo, contro la maggioranza dei partecipanti al
diciassettesimo congresso del partito. (Indignazione nella sala).
